Dirigentiscuola-Sardegna sindacato di dirigenti scolastici
Esternazioni del Direttore e Stato delle Scuole in Sardegna
Scritto da Giannetto Cadau   
Lunedì 11 Settembre 2017 06:52

Nella conferenza di servizio dei dirigenti scolastici della Sardegna, tenutasi a Terralba il 31 agosto u.s. per fare il punto sulla scuola sarda, in vista dell’inizio dell’anno scolastico, il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Dott. Francesco Feliziani, ha fatto alcune gravi affermazioni che meritano di essere considerate.

Secondo il massimo responsabile dell’Istruzione nell’Isola, la Scuola sarda starebbe attraversando un particolare stato di sofferenza e, per avvalorare la sua diagnosi, si è soffermato su quattro argomenti:

1)      Valutazione dirigenti scolastici. La percentuale di dirigenti scolastici che ha compilato il Portfolio è di circa il 30%, percentuale più bassa d’Italia;

2)      Nella provincia di Nuoro il numero delle sedi scolastiche vacanti è di circa il 60%. La percentuale salirà al 75% dal 1 settembre 2018 con il pensionamento dei dirigenti scolastici in età. Avremo a quel punto un dirigente ogni quattro scuole!;

3)      La criticità nella provincia impone scelte drastiche nell’affidamento delle reggenze. Poiché non è pensabile l’attribuzione della direzione di quattro scuole ad un solo dirigente, si dovranno coinvolgere i dirigenti scolastici delle altre province, mediante l’adozione di criteri “oggettivi” per  la loro individuazione;

4)      possibili criteri da adottare: anzianità di servizio sulla stessa sede, sesso, motivi di famiglia, risultati della valutazione.

Per la cronaca, l’intervento del Dott. Feliziani è stato accolto dai presenti col massimo gelo, mentre quello successivo di una dirigente scolastica, che ne stigmatizzava il contenuto ed i toni, è stato accolto da uno scrosciante e unanime applauso. Applauso che ha evidenziato la grande distanza che separa oggi il Direttore dai dirigenti scolastici della Sardegna.

La reazione del Direttore Generale è stata a questo punto assai scomposta, e certamente non all’altezza del ruolo ricoperto. Alterando visibilmente l’espressione e i toni della voce, ha rasentato l’insulto quando ha sostenuto che lui avrebbe consentito questo e quello ma non avrebbe permesso ai presidi di non comprendere le sue parole…!

Cadute di stile come questa sono abbastanza frequenti nel nostro Direttore. Perfino nella stessa riunione, quando l’assemblea ha accolto con un sincero applauso il garbato intervento del vice Direttore Generale, Dott. Sergio Repetto, con il quale, esprimendo comprensione per il difficile ruolo dei dirigenti scolastici, formulava i sinceri auguri di Buon anno scolastico, egli ha sentito il dovere di precisare che lui gli auguri non li aveva fatti per non sembrare uno di quei vecchietti rimbecilliti che si ripetono!

Sebbene costituiscano elemento di particolare gravità, tralasciamo gli aspetti caratteriali di tracotanza del Direttore Feliziani, per soffermarci sulla sostanza delle sue affermazioni.

Dobbiamo, innanzitutto, cercare le cause della particolare criticità della scuola della provincia di Nuoro e del perché le scuole delle altre province non siano nelle stesse condizioni. Poiché riteniamo che ciò non sia frutto del caso, dobbiamo anche cercarne il responsabile.

Ferma restando la grave responsabilità del governo nazionale per il lungo ritardo nel bandire il concorso per la copertura dei posti vacanti di dirigenti scolastici, la responsabilità del Dott. Feliziani per lo sfascio in cui si trovano le istituzioni scolastiche del nuorese è indiscutibile. Egli, infatti, nei quattro anni del suo ufficio, ha gestito l’affidamento degli incarichi e la mobilità dei dirigenti scolastici prestando maggiore attenzione  agli interessi di parte e clientelari di alcune sigle sindacali che non a quelli dell’Amministrazione, delle scuole e dell’utenza. Ne è conseguito che diversi dirigenti scolastici, che avrebbero dovuto permanere per un triennio nella sede assegnata, in base ai vincoli contrattuali, sono stati assegnati ad altre istituzioni, lasciando scoperte le sedi disagiate della provincia di Nuoro! Alle difficoltà già note per la virulenza della crisi economica e per l’inarrestabile spopolamento delle zone interne della Sardegna, si aggiunge questo disastroso contributo  dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Come saprà rimediare il Dott. Feliziani al disastro da lui stesso creato? La soluzione prospettata non sembra particolarmente efficace. Da quanto affermato, infatti, egli intende affidare le reggenze a dirigenti scolastici con sedi di servizio distanti anche centinaia di chilometri!

Sarebbe fin troppo facile speculare sui criteri da lui stesso avanzati, ma avremo occasione di ritornarci in futuro. Quello del risultato della valutazione, però, non può essere ignorato in questa sede. Se, come sostenuto, questo elemento potrebbe essere assunto come criterio per assegnare in reggenza le sedi scoperte, sarebbe interessante capire se il Direttore Feliziani adotti detto criterio partendo dalla testa o dalla coda. Se dobbiamo prestare attenzione ai suoi toni risentiti e irritati verso i dirigenti che non hanno compilato l’inutile Portfolio, dobbiamo dedurre che in lui prevalga un intento punitivo e, quindi, voglia partire dalla coda: affidare la reggenza a quei dirigenti che saranno valutati più negativamente. Viceversa, se l’intento punitivo sarà assente, dovrà assegnare la reggenza per merito, partendo quindi dalla testa: affidare la reggenza ai dirigenti con valutazione più positiva!

Entrambe le strade sono tuttavia disseminate di mine esplosive, giacché, nel primo caso, affidando la reggenza ai dirigenti ritenuti “meno capaci”, verrebbe acuita la distanza delle scuole nuoresi  da quelle delle altre province, mentre, nel secondo caso, scegliendo la strada del “merito”, i dirigenti beneficiati non riceverebbero un premio per le “accertate qualità dirigenziali”, ma una incombenza che avrebbe più il sapore della beffa e della punizione. Un vero rompicapo per il Direttore!

Come farà il Dott. Feliziani ad uscire dal ginepraio in cui incautamente si è cacciato non sappiamo, né ci interessa qui sapere.

Ci interessa, invece, il destino e la dignità dei dirigenti scolastici, dai quali dipende la qualità del servizio di istruzione nella nostra regione. Su entrambe le questioni, tuttavia, l’azione del Direttore Feliziani si è finora rivelata assai inadeguata.

DirigentiScuola non farà sconti rispetto ad una gestione improvvisata e clientelare, volta a garantire i pochi a discapito dei molti.

Il rispetto della legge è un dovere del Direttore Generale, non solo dei dirigenti scolastici e, come questi ultimi, egli  deve essere il garante della legalità, anche se pare averlo dimenticato.

Alla presente nota di denuncia, DirigentiScuola farà seguire, a breve, il contributo di proposte operative finalizzate a far uscire le istituzioni scolastiche della Sardegna, e quelle della provincia di Nuoro in particolare, dallo stato di abbandono e di crisi in cui sono state condotte da una gestione irresponsabile.

Giannetto Cadau

Segretario Regionale DirigentiScuola

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Assemblea sindacale DirigentiScuola il 29 Novembre
Scritto da Giannetto Cadau   
Venerdì 18 Novembre 2016 08:01

DirigentiScuola Sardegna - DiSConf indice per martedì 29 novembre due assemblee per i dirigenti scolastici della regione per trattare temi di particolare attualità.

La prima assemblea si terrà a Oristano, in orario di servizio dalle 9,00 alle 12,00, presso l’Istituto Tecnico Mossa”;

La seconda si terrà a Cagliari, in orario extra-lavorativo dalle 15,00 alle 18,00, presso la Scuola Media “Ugo Foscolo.

Alle due riunioni sarà presente un dirigente nazionale del sindacato.

Gli argomenti che saranno trattati e dibattuti, il cui dettaglio è riportato nella locandina allegata, verteranno sul rinnovo del contratto regionale (CIR), sulla piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale predisposta da DirigentiScuola, sulla battaglia per la perequazione retributiva, interna ed esterna, sulla valutazione dei dirigenti scolastici e sulla arbitraria e grave interpretazione della legge 190/2014 che sta comportando e comporterà una pesante decurtazione delle nostre pensioni.

Si parlerà anche delle ultime tre sentenze della Magistratura del Lavoro che hanno accolto i ricorsi patrocinati da DirigentiScuola. Tra queste vi è anche la sentenza del Giudice del Lavoro di Tempio Pausania, che accogliendo il ricorso della nostra socia Fabiola Martini, ha condannato il MIUR al pagamento della somma di € 34.625,85, oltre alla somma dovuta per interessi legali, rivalutazione e spese legali. Il Giudice dichiara il diritto della ricorrente al trattamento retributivo maggiorato in misura corrispondente all’anzianità maturata (RIA).

Mentre gli altri sindacati, veri responsabili della  scandalosa condizione stipendiale dei dirigenti scolastici, stanno a guardare, ma meglio si potrebbe dire che volgono lo sguardo altrove, solo DirigentiScuola porta avanti, sia in sede sindacale che giudiziaria, la battaglia per il riconoscimento della loro professionalità e della perequazione retributiva.

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Il masochismo sindacale: tentativo di camuffare le sconfitte spacciandole per vittorie
Scritto da Redazione nazionale   
Lunedì 10 Marzo 2014 02:49

Il masochismo sindacale è quella categoria politica per cui una organizzazione manifesta il desiderio d'essere sottomessa e in balia di una controparte che possa fare ciò che vuole; desiderio e atto dal quale il soggetto sindacale che vi si sottopone consegue soddisfazione. Considerato in combinazione con il sadismo sindacale è chiamato anche sadomasochismo sindacale.

Una recente applicazione esemplare della categoria concettuale sopra definita è il bollettino che abbiamo letto sui siti sindacali della triade Cisl-Uil-Snals sul sito della CGIL e sul sito sindacale dell’ANP che in relazione alla bocciatura dei tre emendamenti fatti infilare nella discussione al senato sul decreto legge sugli scatti di anzianità ( , DDL dell’11.02.2014) asserisce che comunque “ si tratta di una prima parziale vittoria “ , in quanto uno dei tre emendamenti cassati è stato trasformato in un inutile ordine del giorno (impegna il Governo a procedere alla riduzione proporzionale delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale dirigente scolastico, prevista all'articolo 9, comma 2-bis del citato decreto-legge n. 78 del 2010, assicurando che il fondo relativo sia integrato con l’importo derivante dalla retribuzione individuale di anzianità dei dirigenti cessati dal servizio nel periodo successivo all'ultimo ricalcolo) !

Il comunicato stampa che SNALS-Confsal, CISL Scuola e UIL Scuola hanno emesso congiuntamente dice: Il Governo, in sede di conversione in legge da parte del Senato della Repubblica del D.L. n. 3/2014, ha fatto proprio l’ordine del giorno G1.23 (Giorgi, Idem, Tocci, Pezzopane) con il quale si impegna a reintegrare con l’importo derivante dalle RIA dei dirigenti cessati dal servizio la riduzione delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio dei dirigenti scolastici.

La Cgil a sua volta dice : La mobilitazione dei dirigenti scolastici in difesa della loro retribuzione di posizione e di risultato per l’a.s.2012/13, così come prevista dai contratti integrativi regionali  regolarmente sottoscritti, e per l’a.s. 2013/14, ha ottenuto un risultato positivo che deve essere concretizzato.

Questi bollettini non tengono conto della schizofrenia parlamentare per cui prima la casta senatoriale boccia per inammissibilità e subito dopo invita il governo ad impegnarsi sulle stesse cose prima bocciate! Come dovrebbe fare il governo a far passare gli emendamenti se lo stesso organo che dovrebbe approvarli li ha dichiarati inammissibili poco prima? E’ una barzelletta tutta italiana.

Così come l’aver affidato la responsabilità della presentazione degli emendamenti alla sen. Josefa Idem, l'ex canoista titolare del ministero delle Pari Opportunità e dello Sport del governo Letta costretta a dimettersi dal suo incarico dopo le polemiche sull'Imu non pagata e sulla destinazione d'uso di una palestra su cui sta indagando la magistratura, la dice tutta sulla serietà delle intenzioni.

Così come è nota a tutti la storiella da raccontare come fiaba degli ordini del giorno fatti approvare dal Parlamento da governi inetti come inutile contentino per il sindacato.

Ma la cosa è talmente patetica che alla fine nello stesso bollettino della vittoria riconosce che bisogna insistere “ al fine di proporre di nuovo gli emendamenti nel corso della discussione alla Camera dei Deputati” dimenticandosi che la riproposizione alla Camera è impossibile per chi conosce un minimo di procedure e regolamenti parlamentari.

Resta alla fine intatta e insoluta la triste realtà e cioé l’illegittima, discriminatoria e non più tollerabile sperequazione retributiva rispetto ai Dirigenti Amministrativi di seconda fascia, circostanza che rende non sostenibile oltre che provocatoria la ostinata pretesa del MEF di ritenere la condizione "giuridica” della dirigenza scolastica del tutto assimilabile a quella delle restanti amministrazioni pubbliche (salvo il trattamento stipendiale), senza alcuna considerazione della specifica situazione professionale, dei crescenti carichi di lavoro e delle connesse responsabilità;”

Ma questa lamentela la gridiamo al vento da 14 anni .

A mero titolo esemplificativo, per rinfrescare la memoria per i nuovi, ricordiamo la dichiarazione a verbale delle OOSS CIDA Anp, FLC Cgil, Cisl Scuola,CONFSAL Snals del 29/11/2005: Le OOSS chiedono di costituire, entro tre mesi dalla firma del presente CCNL, una Commissione Tecnica di studio fra ARAN, MIUR ed OOSS firmatarie con l’obiettivo di individuare, non oltre il termine ordinario per la stipula del prossimo CCNL ( primo biennio economico 2006/2007), le soluzioni per garantire, contestualmente alla firma del primo biennio economico, la piena perequazione retributiva con i dirigenti dell’Area I, sia per quanto riguarda la retribuzione tabellare che quella di posizione e di risultato.”

Così come la dichiarazione a verbale del 15 luglio 2010 apposta in calce al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale dell’Area V della Dirigenza per il secondo biennio

economico 2008-2009:

2. In relazione all’obiettivo della equiparazione retributiva dei dirigenti dell’Area V con la restante dirigenza pubblica, in coerenza con quanto stabilito dall’ordine del giorno della Camera dei Deputati (A.C. 1746 Bis – A), le parti concordano di rinviare al prossimo rinnovo contrattuale, nel rispetto delle autonome determinazioni del comitato di settore, l’ulteriore esame delle connesse problematiche e la definizione delle più opportune soluzioni, nella direzione del suddetto riallineamento retributivo.

Dichiarazione congiunta n. 1

In relazione all’art. 5, comma 1 ed alla sequenza contrattuale ivi prevista, le parti sono concordi nel ritenere che il confronto sugli ulteriori benefici economici debba prioritariamente affrontare i problemi di perequazione retributiva interna all’area, evidenziati nel corso del negoziato relativo al presente CCNL.

Dichiarazione congiunta n. 2

L’utilizzazione di eventuali stanziamenti aggiuntivi - in attuazione dell’intesa 29-4-2010 richiamata nel presente CCNL, con la quale si dovrebbe rendere disponibile la somma una tantum di 5 milioni di euro con il primo atto normativo utile - e’ comunque condizionata all’emanazione del predetto atto normativo, che individui la provenienza e la copertura finanziaria delle predette risorse che, in ogni caso, non potrebbero che valere sulle disponibilità a legislazione vigente nell’ambito dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, università e ricerca.

Parole al vento e fumo negli occhi! Chiediamoci dunque se bisogna ancora sbattere la testa sui muri di gomma insistendo solo e soltanto con lettere, diffide, dichiarazioni a verbale, ordini del giorno, sit-in e scioperi; oppure non sia il caso di aggiungere altre forme di pressione più energiche quali i ricorsi giudiziari per la perequazione.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 10 Marzo 2014 02:51 )
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Ricorsi perequazione Sardegna: Fissate le udienze
Scritto da Giannetto Cadau   
Lunedì 24 Febbraio 2014 08:48

Nel prossimo mese di aprile si terrà la prima udienza dei ricorsi per la perequazione retributiva presentati da diversi dirigenti scolastici della Sardegna. Nei mesi successivi si terranno tutte le altre udienze. I ricorsi, promossi dalla nostra associazione sindacale, presentati individualmente, sono stati predisposti da un pool di avvocati guidato da Walter Miceli, legale che in questi anni ha raccolto i più importanti risultati nel campo della scuola, e corredati da una relazione tecnica individuale predisposta da Pietro Perziani esperto della materia e direttore della rivista on line “Governare la Scuola”. L’azione legale tende a rimuovere la scandalosa sperequazione retributiva esterna (che penalizza tutti i dirigenti scolastici rispetto ai dirigenti di pari fascia della P.A.) ed interna (che penalizza i dirigenti vincitori dei concorsi ordinari rispetto ai dirigenti scolastici che percepiscono la R.I.A. o l’Assegno ad personam). La vicenda è a molti nota, ma credo sia opportuno ricordarne sinteticamente i passaggi essenziali: In un articolo indimenticabile di alcuni anni fa, apparso sulla rivista Scuola & Amministrazione e sul sito web Edscuola.com, dal titolo inequivocabile, “Dirigenti pezzenti”, Francesco G. Nuzzazzi portava all’attenzione del mondo della scuola e della politica la grave discriminazione che subivano i dirigenti scolastici italiani. Egli sosteneva, con argomenti difficilmente confutabili, che la retribuzione dei capi d’istituto, a fronte di un carico di responsabilità senza eguali nella P.A. (Responsabili di bilancio, Datori di lavoro e responsabili della sicurezza, Responsabili di struttura dotata di personalità giuridica, Responsabili delle relazioni sindacali, ecc..), percepivano una retribuzione, rispetto ai pari grado dei ministeri e degli enti locali, inferiore del 35 – 50%. L’articolo suscitò particolare interesse in quei dirigenti scolastici che da anni vivevano una condizione di disagio e, in particolare, in un gruppo di dirigenti regionali dell’Anp che avevano rilevato il fatto che il loro sindacato avesse già da tempo abbandonato gli obiettivi che si era prefisso al momento della sua nascita e che aveva sostenuto fino alla battaglia per l’Autonomia delle istituzioni scolastiche. Alcuni di costoro, prendendo atto dell’avvenuta trasformazione genetica di quell’associazione, da sindacato di dirigenti in sindacato delle “alte professionalità della scuola”, che di fatto consentiva l’iscrizione e la tutela dei docenti e del personale ATA, decisero di dare vita ad un nuovo soggetto sindacale che raccogliesse la bandiera della tutela della dirigenza scolastica, abbandonata dall’ANP. Furono proprio coloro che avevano ricoperto gli incarichi di presidente nelle regioni in cui l’ANP vantava il massimo numero di iscritti, Puglia, Campania, Sicilia, e Lazio a dare luogo alla nuova Associazione. Nel volgere di poco più di due anni, le adesioni consentirono la costituzione delle strutture nella quasi totalità delle regioni e nel corso dello stesso periodo vennero raccolte, in tutto il territorio nazionale, circa settecento adesioni ai ricorsi per la perequazione retributiva. Si tratta di risultati eccezionali, mai verificatisi prima, che hanno portato la Dirigentiscuola-Confedir (Di.S.Conf.) a raggiungere rapidamente la soglia di rappresentatività, la cui certificazione sarà effettuata dall’ARAN alla scadenza prevista. Per contrastare il concorrente, il suddetto sindacato delle alte professionalità della scuola ricorse ad ogni mezzo e giunse perfino a conferire un incarico ad un giuslavorista bolognese per sostenere l’impraticabilità dei ricorsi perequativi. Ma dopo le prime sentenze positive, la certezza giuridica sbandierata su indicazione del luminare comiciò a vacillare. Pressato dai propri iscritti che chiedevano di imboccare la strada dei ricorsi, il gruppo dirigente, in profondo imbarazzo, corse maldestramente ai ripari invitando i propri iscritti ad aspettare gli esiti giudiziari dei ricorsi promossi dalla Dirigentiscuola-Confedir, impegnandosi in caso di esito favorevole a percorrere la stessa strada. Uno strano modo di fare sindacato e di tutelare i propri iscritti che con difficoltà si concilia con la linea sostenuta ostinatamente in questi anni e ribadita, con tracotanza, nell’ultimo congresso ANP, dallo stesso presidente a vita nella sua relazione introduttiva, quando avverte dell’“improduttività delle fughe in avanti e delle illusorie scorciatoie dei ricorsi ai giudici del lavoro, pur nella giusta rivendicazione -bontà sua – dell’equiparazione retributiva con la dirigenza pubblica e con la perequazione interna della categoria…” I ricorsi al Giudice del lavoro per la perequazione, sono dovuti al fatto che la rappresentanza sindacale dei dirigenti scolastici, la cosiddetta Pentiade (CGIL, CISL, UIL, SNALS e ANP), nelle diverse fasi contrattuali, non l’ha mai rivendicata e al fatto che la strada della contrattazione, propugnata dall’ANP, non è, al momento praticabile, stante il blocco della stessa fino al 2017 disposto dal Governo. Secondo costoro, la strategia da seguire dovrebbe essere quella dell’immobilismo e dell’accettazione supina dello status quo, ovvero quella tracciata dal grande timoniere Mao Tse Dong: “non agitarti, potresti fare il gioco del nemico”! Chi volesse rendersi conto del danno economico derivato ai d.s. da questa e dalle precedenti scellerate decisioni governative, troverà nel sito nazionale di questa associazione, www.dirigentiscuola.org, e nella rivista on-line “Governare la scuola” utili analisi e approfondimenti, ma qui preme sottolineare che l’unica strada praticabile è oggi quella dei ricorsi. Tanto più che lo Stato, da un lato, continua ad oberare le Istituzioni scolastiche, ed in primo luogo i loro dirigenti, di adempimenti spesso inutili, frutto di leggi mal scritte ed ambigue, come le norme anticorruzione, la trasparenza dei siti web istituzionali, l’attuazione del Regolamento della Privacy, ecc…, e, dall’altro, il MEF riduce le risorse finanziarie ed umane necessarie per l’erogazione del servizio scolastico e, udite, udite, decide sostanzialmente il blocco dei CIR regionali per l’anno scolastico 2012-2013, già firmati, attraverso una decurtazione del Fondo Nazionale di 15.803.305,16 di euro, pari a una diminuzione di oltre l’11% corrispondente a € 2.000 annui medi pro-capite di riduzione delle retribuzioni. La gravità di questa decisione sta nel fatto che ciò determina non un mancato avanzamento ma un consistente arretramento della retribuzione dei dirigenti scolastici, fatto unico in tutto il comparto della dirigenza pubblica. Scelte scellerate che compromettono ancor di più gli indici di valutazione del nostro sistema scolastico e la considerazione dei docenti e dei dirigenti scolastici come emerge dall’andamento dei dati OCSE e dal primo studio mondiale comparativo sulla considerazione sociale degli insegnanti, pubblicato dalla Fondazione inglese Var-key Gems, dal titolo Varkey Gems 2013 Global Teacher Status Index. I dati di questa indagine riguardanti i dirigenti scolastici, collocano quelli italiani al terz’ultimo posto per considerazione sociale. Davanti a un quadro così fosco, la Di.S.Conf. assicura il proprio impegno per contrastare lo stato di deriva nel quale si trova la scuola. La giornata di formazione per i dirigenti scolastici e per gli idonei al concorso, programmata per il giorno 7 marzo 2014, a Cagliari presso l’I.T.I. “Michele Giua di mattina e a Sassari presso l’ITG “G.M.Devilla” nel pomeriggio, è un qualificato contributo in questa direzione.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 24 Febbraio 2014 09:31 )
 
Dirigenti scolastici – Anno scolastico 2013/2014. Conferimento e mutamento di incarico.
Scritto da Giannetto Cadau   
Mercoledì 10 Luglio 2013 05:59

Decreto prot. n° 10948 del 8 luglio 2013 Pubblicato 8 Luglio 2013
Con decreto prot. n° 10948 del 8 luglio 2013, vengono disposti con effetto dal 1 settembre 2013, le conferme su sede in scadenza di contratto ed i mutamenti di incarico dirigenziali riportati negli allegati elenchi di seguito specificati, che fanno parte integrante del presente dispositivo:

 
Giornata di Formazione per Dirigenti scolastici e idonei/vincitori del concorso della Sardegna
Scritto da Giannetto Cadau   
Venerdì 17 Maggio 2013 02:09

Avvio del nuovo anno scolastico:  Adempimenti iniziali

  • Adempimenti di inizio d’anno: formazione classi; assegnazione docenti alle classi e modello provvedimento di assegnazione; direttiva DSGA e bozza di direttiva; verifica esistenza documentazione agibilità locali, collaudo statico, certificazione vigili del fuoco, circolare adempimenti  inizio d’anno ecc…
  • Convocazione OO.CC., preparazione o.d.g. degli OO.CC.; Delibere, tipologie di delibere e modelli di delibere, pubblicazione e archiviazione delibere…
  • Assicurazione professionale Dirigenti Scolastici;
  • Perequazione stipendiale interna ed esterna con le altre dirigenze;
  • Retribuzione dei Dirigenti Scolastici e stato dei ricorsi per la perequazione;
  • Question time, discussione, scambio opinioni, confronto, approfondimenti.
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CAMPAGNA DI ADESIONE AI RICORSI PER LA PEREQUAZIONE
Scritto da Redazione   
Mercoledì 18 Maggio 2011 07:15

Alcuni mesi fa la Dirigenti Scuola , nella previsione che, con la firma del CCNL, ancora una volta, la perequazione, interna ed esterna, sarebbe stata rinviata dalla pentiade (anp+ cgil+ cisl+ uil +snals) , nella ferma convinzione che l’obiettivo poteva e doveva essere perseguito solo con il ricorso al giudice del lavoro, diede inizio alla campagna di adesione.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Maggio 2011 07:25 )
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CONVEGNO REGIONALE DELLA SARDEGNA CAGLIARI LUNEDÌ 6 GIUGNO 2011
Scritto da redazione   
Sabato 11 Giugno 2011 07:21

La Legge 15/2009, il D.Lgs 150/2009, e le prospettive  per la perequazione interna ed esterna
presso l'Aula Magna dellIstituto Michele Giua Via Montecassino Cagliari (09134) Tel. 070 500786

Ultimo aggiornamento ( Sabato 11 Giugno 2011 07:24 )
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